Confronto sull'efficacia e sicurezza di Souvenaid rispetto agli anticorpi monoclonali nell'Alzheimer precoce | Danone Specialized Nutrition
Confronto sull'efficacia e sicurezza di Souvenaid rispetto agli anticorpi monoclonali nell'Alzheimer precoce | Danone Specialized Nutrition

Confronto sull'efficacia e sicurezza di Souvenaid rispetto agli anticorpi monoclonali nell'Alzheimer precoce

 

 

Lo sviluppo di interventi sicuri ed efficaci per le fasi precoci della malattia di Alzheimer (AD) rappresenta una stringente priorità di salute pubblica. Una recente e approfondita analisi comparativa, condotta dal Prof. Vincenzo Solfrizzi e dal Dr. Bruno P. Imbimbo, ha messo a confronto l'impatto clinico degli anticorpi monoclonali anti-amiloide di recente approvazione, lecanemab e donanemab, con l'intervento multi-nutrizionale Souvenaid™ (Fortasyn Connect) in soggetti con AD in fase precoce. Il presente documento ha lo scopo di illustrare ai medici specialisti le sostanziali differenze tra l'approccio farmacologico e quello nutrizionale, mettendo in luce i diversi profili in termini di efficacia, sicurezza e accessibilità riscontrate con l'impiego di Souvenaid™.

 

Contestualizzazione e Differenze di Approccio Terapeutico

I dati analizzati derivano dai trial registrativi e pivotali delle tre molecole: CLARITY-AD per lecanemab, TRAILBLAZER-ALZ 2 per donanemab e LipiDiDiet per Souvenaid™. Questi trial evidenziano due paradigmi di intervento distinti:

  • Approccio Farmacologico (Anticorpi Monoclonali): Lecanemab e donanemab mirano direttamente alla riduzione del carico di beta-amiloide a livello cerebrale. Nonostante la loro capacità di eliminare l'amiloide, la classificazione come terapia modificante la patologia (disease-modifying effect, DMT) è oggetto di dibattito. In particolare, i dati disponibili a 36 mesi per lecanemab hanno suggerito una convergenza delle traiettorie cliniche tra gruppo trattato e controllo.
  • Approccio Nutrizionale e Metabolico (Souvenaid™): Diversamente dall'approccio mirato su un singolo target, Souvenaid™ si basa sulla somministrazione di Fortasyn Connect, una miscela di nutrienti che include acido docosaesaenoico (DHA), acido eicosapentaenoico (EPA), uridina monofosfato, colina, acido folico, selenio, fosfolipidi e un pool di vitamine (B6, B12, C ed E). Questi elementi operano in sinergia fornendo i precursori e i cofattori necessari per la formazione delle membrane neuronali, mirando a sostenere la neuroprotezione, migliorare la sintesi dei fosfolipidi cerebrali e ottimizzare la funzione sinaptica, spesso compromessa nelle fasi precoci dell'AD.
     


Fig 1. Precursori e cofattori per la formazione delle membrane neuronali.

 


Fig 2. Ruolo dei precursori e cofattori nella sintesi dei fosfolipidi di membrana e nel rilascio dei neurotrasmettitori.
 


Efficacia Clinica e Vantaggi Funzionali a Lungo Termine

Lo studio ha quantificato e confrontato i risultati mediante l'effect size (calcolato come d di Cohen) sui punteggi della Clinical Dementia Rating-Sum of Boxes (CDR-SB) e stimando i mesi di indipendenza funzionale conservata nelle attività strumentali della vita quotidiana (IADL).

  • Magnitudo dell'Effetto Clinico: Le stime puntuali del d di Cohen sulla CDR-SB sono risultate pari a -0.34 per lecanemab e -0.33 per donanemab. L'effect size per Souvenaid™ si è attestato su un valore nominalmente più alto, pari a -0.52, seppur privo di una significatività statistica differenziale rispetto agli anticorpi a causa del più ampio intervallo di confidenza legato al numero di partecipanti (fig. 3). Tali dati dimostrano che l'intervento nutrizionale genera un impatto clinico standardizzato quantomeno paragonabile a quello dei farmaci monoclonali di ultima generazione.
     


Fig 3. Confronto della dimensione dell’effetto (d di Cohen) sulla CDR-SB tra intervento nutrizionale con Souvenaid e anticorpi monoclonali
(elaborazione grafica dell'autore basata su dati da Solfrizzi e Imbimbo 2025).

 

  • Preservazione dell'Indipendenza (IADL): Le stime suggeriscono un maggior numero di mesi addizionali di indipendenza funzionale nelle IADL per i pazienti trattati con Souvenaid™ (27 mesi) rispetto agli anticorpi monoclonali (10 e 8 mesi per lecanemab e donanemab, rispettivamente), pur nel contesto dei limiti metodologici delle comparazioni indirette tra studi (Fig. 4). Questo vantaggio funzionale indica che un intervento nutrizionale somministrato tempestivamente nelle fasi prodromiche della patologia si traduce in esiti funzionali nettamente superiori nel ritardare la perdita di autonomia del paziente.
     


Fig 4. Confronto dei mesi di indipendenza funzionale preservata (IADL) con intervento nutrizionale con Souvenaid e anticorpi monoclonali
(elaborazione grafica dell'autore basata su dati da Solfrizzi e Imbimbo 2025).
 


Limitazioni Metodologiche

I risultati devono essere interpretati considerando alcune limitazioni metodologiche, tra cui l’utilizzo di dati aggregati pubblicati, l’incertezza intrinseca delle comparazioni indirette tra studi, nonché le differenze nei disegni di studio e nelle popolazioni arruolate. In particolare, lo studio su Souvenaid™ ha incluso pazienti in fase prodromica con punteggi basali di CDRSB più bassi rispetto a quelli arruolati negli studi sugli anticorpi monoclonali; tale differenza potrebbe aver influenzato le stime degli esiti funzionali osservati. Questo suggerisce come un intervento più precoce, all’interno della fase prodromica, possa essere associato a esiti più favorevoli su questa misura funzionale.

 


Profilo di Tollerabilità e Sicurezza 

Nella pratica clinica geriatrica e neurologica, il rapporto rischio-beneficio rappresenta il cardine decisionale. In questo ambito, il profilo di Souvenaid™ si dimostra ampiamente superiore.

  • Gestione degli Eventi Avversi e Complessità Clinica: Le terapie con lecanemab e donanemab sono gravate da un importante rischio di anomalie di imaging correlate all'amiloide (ARIA), nello specifico edema cerebrale (ARIA-E) e microemorragie (ARIA-H), complicanze che possono evolvere in eventi avversi gravi o perfino fatali. Di conseguenza, l'utilizzo dei monoclonali esige somministrazioni infusionali ospedaliere e un monitoraggio stretto e continuativo tramite ripetute risonanze magnetiche. Souvenaid™ vanta al contrario un eccellente profilo di tollerabilità, non richiede alcuna sorveglianza radiologica ed è totalmente privo dei rischi di ARIA.
  • Nessuna Preclusione Genetica: A rimarcare l'estrema sicurezza dell'approccio nutrizionale vi è la possibilità di somministrarlo con assoluta tranquillità anche ai portatori omozigoti del gene APOE ε4, un sottogruppo di pazienti per cui l'uso degli anticorpi monoclonali solleva particolari preoccupazioni cliniche.
  • Accessibilità e Farmacoeconomia: Il costo annuo stimato per il trattamento con lecanemab e donanemab ammonta rispettivamente a circa 26.000 USD e 32.000 USD, cifre a cui si sommano gli oneri strutturali della sorveglianza neuroradiologica ed ambulatoriale. Souvenaid™, con un costo annuo di circa 1.200 EUR, si posiziona in netto contrasto rispetto a queste barriere economiche. Tali dinamiche assumono particolare rilevanza a livello istituzionale, come evidenziato dalla mancata raccomandazione di questi farmaci monoclonali da parte del NICE in Inghilterra e Galles, in quanto i benefici sono stati non proporzionati ai costi.
     


Conclusioni

In sintesi, i risultati riportati nello studio di Solfrizzi e Imbimbo indicano che, pur agendo su direttrici fisiopatologiche differenti, l'impatto clinico standardizzato di Souvenaid™ è di magnitudo paragonabile alle recenti terapie anti-amiloide, offrendo parallelamente un beneficio funzionale numericamente maggiore, da interpretare alla luce delle differenze tra studi. Considerando la comprovata sicurezza, l'assenza di ARIA e la marcata accessibilità farmacoeconomica, Souvenaid™ può rappresentare per lo specialista una potenziale opzione da considerare nella gestione dei pazienti nelle prime fasi del declino cognitivo.
 


(elaborazione grafica dell'autore basata su dati da Solfrizzi e Imbimbo 2025).
 

Fonte

Contenuto basato su: Solfrizzi V., Imbimbo BP. Journal of Alzheimer’s Disease, 2025.

 

Nota metodologica
Il presente contenuto rappresenta una sintesi narrativa basata su dati pubblicati e non costituisce una rianalisi indipendente.

 

Bibliografia
Solfrizzi V, Imbimbo BP. Comparing clinical effect sizes of SouvenaidTM, lecanemab, and donanemab in early Alzheimer’s disease. Journal of Alzheimer’s Disease. 2026;109(3):1258-1263. doi:10.1177/13872877251406221